(R)Esistere

Esiste il libro perfetto? Be’, se non esiste il libro perfetto, esiste sicuramente qualcosa di molto vicino ad esso. Ma cosa rende un libro qualcosa che possa essere definito perfetto? Ecco qui, una breve guida alla perfezione vera o presunta.

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Ho passato una vita a sognare un lavoro da scrittrice, per finire a scrivere su un blog appena nato, sul cui successo nutro dei seri dubbi. Su una cosa però non ho dubbi: l’editoria non necessita l’ennesima scrittrice fallita che sogna la ribalta attraverso un blog, uno strumento decisamente anni 2000, che male si confà allo stress-dell’era-moderna.

La lunga via che di sicuro non mi ha portata al successo, mi ha permesso di leggere così tanti libri, in così tante lingue, di così tanti generi e dalle trame così svariate che dalla mia umile dimora ho deciso di stilare la lista delle qualità, più o meno attendibili, che il libro perfetto dovrebbe avere.

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Iniziamo dunque col dire, senza mezzi termini, che il libro perfetto dovrebbe essere:

  • Lungo il giusto. Ebbene sì, signore e signori, LUNGO IL GIUSTO. Né più e né meno che il giusto. Sebbene qualcuno potrebbe avere da ridire, tacciando questo giudizio come APPROSSIMATIVO e INCONCLUDENTE, è cosa semplice spiegare. La lunghezza del libro non è direttamente proporzionale alla sua bellezza. Non basta acquistare quello che definiremo amorevolmente il malloppone-russo-di-fine-ottocento per avere un certificato di garanzia della sua bellezza. Certo, non è raro restarne affascinati, rapiti e incredibilmente colpiti ma ciò non significa che ogni-malloppone-russo-di-fine-ottocento è l’opera fantasmagorica dell’autore migliore che sia mai esistito.
  • Attuale. Attuale non significa che debba essere il best-seller ai primi posti delle classifiche mondiali, bensì nel senso che dovrebbe esserlo nelle tematiche, nella parola, nell’uso sapiente delle descrizioni dei sentimenti umani, quelli sì, senza tempo. Prendiamo ad esempio Seneca, il De Brevitate Vitae, quella lingua asciutta, diretta, quell’analisi schietta dell’inutilità delle faccende umane che ogni giorno intralciano il giusto vivere. Il senso della vita e l’effimero peregrinare dell’uomo moderno impegnato nel futile del quotidiano spiegato da un uomo di duemila anni fa – per davvero, eh!-. Ecco, il libro perfetto deve essere così: perfetto sempre. Senza se e senza ma.
  • Sagace. Il libro perfetto deve mostrare l’acume dell’autore, nonostante l’autore non venga mai a galla, nonostante la storia sia di fantasia e distante dalla biografia dello stesso. La sagacia deve mostrare che l’autore ha saputo descrivere alla perfezione la miseria del povero delle periferie, nonostante egli fosse un ricco aristocratico; è riuscito ad entrare nella mente e nel cuore di una donna, sebbene fosse un uomo e viceversa; ha saputo immedesimarsi nelle situazioni in maniera così realistica da fare il modo che il lettore, ridacchiando, giunga a pensare fra sé e sé “Quant’è vero! Non avrei saputo descrivere questo dialogo/questa scena/questo luogo/questo sentimento meglio di così!”.

Ecco queste sono sicuramente le qualità che il libro perfetto dovrebbe avere.

Tre semplici, banali quasi, caratteristiche.

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